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ERBORISTERIA: curarsi con le erbe, una antica arte
Tutti oggi sappiamo cos' é un erboristeria: é un luogo dove vengono catalogate, documentate
e discusse le erbe e le piante officinali, ma sopratutto dove vengono vendute, in varie
forme, a scopi salutistici. Ma da dove proviene questa antica arte? Quali sono i suoi strumenti?
Argomenti
- Breve storia
- Erboristeria moderna e tradizionale
- Curarsi con le erbe
- Erbe e piante officinali più note
- I macerati
- Le tisane
- Le tinture madri
- Gli estratti secchi
- Gli oli essenziali
Tempo di lettura: 7/8 minuti
Breve storia dell' erboristeria Probabilmente l' Uomo ha
da sempre utilizzato le erbe spontanee per il
proprio benessere così come fanno
istintivamente gli animali. Si trovano prove certe del loro uso
già decine di migliaia di anni fa e si hanno testimonianze della
loro valenza curativa oltre che rituale in tutte le culture
antiche sia orientali che europee. Molte culture le credevano
dotate di poteri magici oltre che di proprietà
medicinali, altre le associavano alle divinità come ad
esempio nell'Induismo, Aristotele attribuiva loro
addirittura un'anima e nell' Europa medioevale si credeva
che ci fosse una connessione tra l' aspetto della pianta
e il suo utilizzo in medicina.
Nel mondo si sono sviluppate indipendentemente diverse tradizioni
erboristiche, ognuna delle quali ha elaborato una
propria teoria anche in base alle credenze religiose e culturali
del luogo.
In India ad esempio la tradizione erboristica
dominante è l' Ayurveda. E' il sistema di
guarigione più antico del mondo e precede addirittura la
medicina tradizionale cinese. Oggi è ufficialmente accettata dal
governo come valida alternativa alla medicina
convenzionale. La medicina tradizionale cinese,
preceduta nel tempo da pratiche sciamaniche e magiche, agisce
cercando di mantenere un buon equilibrio energetico Yin-Yang.
Infine la tradizione europea deriva dalla tradizione classica
greca e romana ed è stata influenzata dal pensiero di Ippocrate,
Aristotele, Plinio il Vecchio, Dioscoride e successivamente
Galeno.
Erboristeria tradizionale e moderna
L'erboristeria tradizionale nasce
dall'utilizzo sperimentale delle erbe e da sempre è stata
tramandata oralmente soprattutto dalle donne che erano quelle che
raccoglievano le erbe spontanee oppure le coltivavano e poi le
preparavano in vari modi, ad esempio essiccandole, mettendole in
infusione o preparando decotti e tisane a partire dalla spezia
fresca. Ancora oggi alcune persone utilizzano l'
erboristeria tradizionale, soprattutto chi ha la possibilità di
avere piccoli appezzamenti di terreno coltivabile.
Qualche erborista "pioniere" stilò
sicuramente dei manoscritti sull'argomento, ma è dopo l'invenzione
della stampa nel XV secolo che si poterono uniformare gli elenchi
delle erbe e le loro possibili applicazioni. Nacque la medicina
erboristica che ora non era più fatta solo di
insegnamenti orali ma di erbari con didascalie che giravano per
tutta Europa.
Oggi l' erboristeria non ricorre quasi più alla raccolta
selvatica ma si avvale di coltivazioni agricole
specializzate in piante officinali che forniscono materie prime
alle industrie alimentari, liquoristiche, cosmetiche,
erboristiche e farmaceutiche. Queste poi trasformano le piante in
integratori alimentari, prodotti salutistici, cosmetici,
prodotti erboristici e
fitoterapici, o farmaci.
Non è facile distinguere i termini erboristeria e fitoterapia. L'
erboristeria è definita come la raccolta o produzione di piante
medicinali, la loro preparazione e il loro utilizzo. La
fitoterapia si riferisce più all'impiego di sostanze
ricavate dalle piante officinali nella cura di certe malattie.
Entrambe sono sempre più diffuse in Europa, e in diverse nazioni
sono ampiamente praticate da medici ufficialmente riconosciuti e
qualificati erboristi.
Curarsi con le erbe
La medicina popolare contemporanea è il modo
tramite il quale sempre più spesso le persone senza particolare
istruzione sanitaria affrontano le proprie patologie. Può essere
definita come pratica di automedicazione, ma in realtà
corrisponde più all'esigenza del malato di non sentirsi
dipendente dalla figura medica e di poter scegliere autonomamente
le modalità di cura a lui più consone.
Può comprendere terapie
complementari e alternative ma anche la medicina tradizionale,
tramite quei farmaci che non necessitano di ricetta medica.
Curarsi con le erbe e con i rimedi fitoterapici nella medicina popolare é il rimedio principe.
Nel caso di ricette autoprodotte ricordiamo che la raccolta di piante
medicinali selvatiche richiede anzitutto precise
conoscenze botaniche e inoltre conoscenze di tempi e modalità di
raccolta e periodo balsamico, cioè quel periodo in cui la pianta
contiene maggiori quantità di principio attivo.
Il problema maggiore che si riscontra nella medicina popolare è
la scarsa capacità di diagnosi, cosicché risulta impossibile
curarsi se non si conosce neanche la propria patologia. Per
questo è importante la consultazione con un buon farmacista o
con un esperto erborista. Inoltre non tutte le piante sono
totalmente innocue.
Erbe e piante officinali più note
Una pianta medicinale è una pianta che contiene
in un suo organo (foglia, seme, frutto) una sostanza utilizzabile
per fini terapeutici detta principio attivo. A volte le piante
mediche vengono dette piante officinali (o erbe
officinali) perché venivano preparate in vere e proprie officine
per medici fin dal tempo dei Giardini dei Semplici, ora Orti
Botanici, mentre al giorno d'oggi sono impiegate nelle
officine farmaceutiche per la produzione di specialità
medicinali.
Di seguito vengono descritte brevemente le erbe più usate in
fitoterapia:
Aloe L'
Aloe vera, o Aloe barbadensis, appartiene alla famiglia delle
Liliacee, così come l'aglio e la cipolla. è una pianta
succulenta di medie dimensioni. Le grosse foglie carnose
contengono un gel trasparente dalle molteplici proprietà:
antinfiammatorie, antisettiche, cicatrizzanti, immunostimolanti e
nutrienti.
Bardana
La Bardana, o Arctium lappa L., appartiene alla famiglia delle
Composite o Asteracee . E' una pianta erbacea con il fusto
scanalato e le foglie a forma di cuore con colori diversi nella
pagina superiore e inferiore e con fiori porpora. Viene usata
come drenante, diuretico, tonico per il fegato e ricostituente
immunitario. Inoltre ha una azione antimicotica ed antibatterica
e per questo si può usare anche per uso esterno, nelle affezioni
cutanee come acne e psoriasi.
Cardo
mariano Il cardo mariano, o Silybum
marianum L., fa parte delle Composite; si utilizza come
protettore epatico (del fegato), infatti sembra anche utile nella
disintossicazione da assunzione di funghi epatotossici del genere
Amanita. Può essere d'aiuto nell'affaticamento
intellettuale, come antinausea ed antivomito per i soggetti che
soffrono di mal di mare e mal di auto e per uso esterno può
avere un'azione anti-età..
Carciofo
Il carciofo, Cynara cardunculus scolymus, è la varietà
coltivata del cardo selvatico (Cynara cardunculus). Così come il
cardo mariano, è una Composita la cui azione più conosciuta e
utilizzata è quella epato-protettrice. Riveste una grande
importanza nell'alimentazione umana e le sue proprietà
medicinali erano apprezzate già dai Greci e dagli Egizi. Il
carciofo è un alimento tonico e digestivo, e risulta avere un
importante ruolo nell'abbassare il livello del colesterolo.
Echinacea Esistono diverse specie di
Composite del genere Echinacea che vivono spontanee nel Nord
America: quelle importanti dal punto di vista fitoterapico sono
l'Echinacea angustifolia e l'Echinacea purpurea. Queste due
specie sono importanti nella prevenzione e cura delle malattie da
raffreddamento. Sottoponendosi in autunno a diversi cicli di
assunzione di Echinacea di 15-20 giorni, si può notare una
drastica diminuzione di tutte le patologie minori (tossi,
sinusiti, raffreddori).
Finocchio
Il Foeniculum vulgare, pianta dal gradevole aroma di anice, fa
parte della famiglia delle Ombrellifere. Viene usato per
ristabilire il fegato in seguito a danni provocati dall'alcol;
ha potere disintossicante e diuretico nelle diete dimagranti e la
sua tisana viene usata per prevenire l'aerofagia.
Fucus
Il Fucus vescicolosus non è propriamente un'erba ma un'alga
bruna appartenente alla famiglia delle Fucacee. In fitoterapia è
utilizzata soprattutto per il suo contenuto in iodio al quale
vengono attribuite proprietà dimagranti e anticellulite. E'
controindicata in caso di ipertiroidismo, gravidanza e in altri
casi va comunque assunta con cautela.
Ginseng
La radice del Panax ginseng è un famoso stimolante per l'intero
organismo. Aumenta le funzioni endocrine, metaboliche,
circolatorie e riduce lo stress fisico e mentale. Non va assunta
in maniera continuativa perché può avere qualche effetto
collaterale come insonnia e irrequietezza.
Ginkgo Il Ginkgo biloba è una
specie arborea molto antica proveniente dalla Cina. Le foglie
sono incise a forma di ventaglio (infatti i cinesi lo chiamano
albero dei ventagli) e prendono una colorazione gialla luminosa
in autunno. Viene usato come antiossidante e quindi anche contro
l'invecchiamento, per migliorare la circolazione, per i
disturbi di memoria, contro l'emicrania e anche per uso
esterno può essere usato contro le screpolature e la secchezza
della pelle.
Melissa
La Melissa officinalis è una Labiata con fusto quadrato, fiori
bianco-azzurrini e profumo che ricorda il limone. Il suo infuso
è sedativo e tonico, allevia gli stati d'ansia e i disturbi
gastroenterici. Tra le altre proprietà ci sono anche quelle
antivirali.
Pilosella
Hieracium pilosella L è una composita che si può riconoscere,
soprattutto in zone montane, dai capolini di colore giallo
chiaro. Si utilizzano tutte le parti della pianta che contengono
mucillagini e hanno qualità drenanti e diuretiche nei casi di
ritenzione idrica e soprappeso. Sembra avere anche attività
antibiotica e antiinfiammatoria.
Serenoa
La Serenoa repens è una palma nana americana della famiglia
delle Arecaceae. Le parti impiegate sono i frutti che hanno
utilizzo come antidiuretici e sedativi. E' utile per
combattere la caduta dei capelli e coadiuvante nelle patologie
della prostata.
Le tisane
Sono preparazioni farmaceutiche o erboristiche liquide da
utilizzarsi per via orale. La tisana viene definita come una
soluzione acquosa diluita di sostanze medicamentose, formate da
fitocomplessi. Si può preparare con una o con più erbe.
Esistono diversi tipi di tisane a seconda del metodo estrattivo
cui si ricorre per estrarre il principio attivo della spezia:
- infuso
- decotto
- macerato.
L'infuso viene utilizzato per tutte le
droghe ricche di componenti aromatici volatili, e di principi
attivi che si degradano per l'azione dell'acqua e del calore.
Generalmente si tratta di parti delicate della pianta come fiori,
gemme e foglie. Questo tipo di preparazione si ottiene versando
acqua bollente sulla droga sminuzzata, si attendono 5-10 minuti e
poi si filtra prima del consumo.
Il decotto è invece una preparazione che serve
ad estrarre i principi attivi dalle parti più dure di una
pianta: radici, semi, corteccia o legno. Il decotto si ottiene
gettando la droga sminuzzata in acqua bollente e continuando la
bollitura per 10 - 15 minuti circa; in seguito si filtra e si
consuma.
Infine i macerati sono ottenuti ponendo a freddo
la mistura o la droga in un solvente adatto allo scopo
(normalmente acqua, vino o altro) per un tempo che varia in base
al principio attivo che occorre estrarre.
Le tinture madri
Sono dei preparati liquidi ottenuti con il succo della pianta
fresca estratto per spremitura e stabilizzato con una soluzione
idroalcolica (acqua + etanolo). Il rapporto tra peso secco della
pianta e volume della soluzione etanolica deve essere 1:10. Si
utilizza di preferenza la pianta fresca perché i principi attivi
sono maggiori rispetto alla stessa pianta essiccata. In alcuni
casi però questo non è possibile perché alcune piante sono di
difficile reperimento in Occidente, ad esempio il Ginseng, la
Cannella ed altre.
Gli estratti secchi
Negli estratti secchi la foglia polverizzata o la parte impiegata
viene immersa in acqua e portata ad alta temperatura finché
rilascia i suoi principi. La materia solida fatta evaporare e ciò
che rimane contiene praticamente tutte le molecole attive (tranne
gli oli essenziali). L'estratto secco è quindi una
concentrazione molto pura delle sostanze di una pianta.
Gli oli essenziali
Gli oli
essenziali, o oli eterici, sono prodotti liquidi che
si ottengono per estrazione a partire da piante
aromatiche, cioè ricche di sostanze volatili dette
"essenze". Non tutte le piante producono essenze; il
significato biologico di queste sostanze è da ricercarsi nell'ecologia
della pianta: un'essenza può attirare gli insetti
impollinatori, allontanare i predatori, avere effetto antibiotico
o addirittura essere un prodotto secondario di scarto. Le
tecniche di estrazione possono essere la distillazione o la
spremitura a freddo.