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IL REFLUSSO GASTRICO
Disturbi legati al reflusso gastrico sono una tra le più frequenti affezioneìi del
tratto digerente superiore. Si stima che sia circa il 40% della popolazione occidentale
a soffrirne.
- Cos’è il reflusso gastrico
- Sintomi
- Quando avviene
- Chi ne soffre
- Cosa fare
- Rimedi naturali
Tempo di lettura: 6/7 minuti
Cos'è il reflusso gastrico
Il disturbo da reflusso
gastrico o gastroesofageo (GERD) è una
sindrome causata dalla risalita del contenuto gastrico acido, cioè
succhi gastrici e bile, nell'esofago
in cui normalmente si trova un ambiente con pH piuttosto basico.
Ciò è dovuto ad una incontinenza della valvola posta a
separazione tra esofago e stomaco, il Cardias. Questa valvola
normalmente impedisce il reflusso dei contenuti gastrici in
direzione contraria a quella normale dell'ingestione di
cibo, ma se danneggiata viene meno alla sua funzione e può
causare il malfunzionamento dell'apparato digerente e
disturbi più o meno gravi. È un problema piuttosto frequente
in entrambi i sessi e può
variare dal semplice fastidio che tutti possono talvolta aver
provato dopo un pasto particolarmente abbondante, all'esofagite
(cioè all'infiammazione dell'esofago) fino ad arrivare
a patologie più serie come la stenosi (restringimento del
diametro dell'esofago) e all'esofago di Barrett, in cui
alcune parti della mucosa esofagea si trasformano (metaplasia) in
mucosa di tipo gastrico.
Sintomi del relflusso I sintomi principali sono: pirosi retrosternale, cioè bruciore
nella parte del torace situata dietro lo sterno, ma anche verso
la gola e più in basso verso lo stomaco; rigurgito di succhi o
contenuti gastrici; deglutizione difficoltosa e dolorosa; aumento
eccessivo di salivazione; abbassamento della voce e raucedine;
difficoltà a respirare fino ad arrivare all'asma
bronchiale; disturbi dentali ed altri sintomi.
Prima di accertare una sindrome da reflusso gastrico bisogna
poter escludere altre patologie che hanno sintomi simili, ad
esempio patologie cardiache che provocano dolori intercostale,
gastrite ecc.
Quando avviene Questo fastidio si manifesta solitamente dopo un pasto,
soprattutto se abbondante e in particolare dopo l'ingestione
di latte o di sostanze acide. Può manifestarsi nelle donne in
gravidanza in quanto il feto pesa sullo stomaco e ne impedisce il
normale svuotamento, ma anche in seguito ad uno sforzo intenso,
all'assunzione della posizione supina o, ad esempio, della
tipica posizione assunta per allacciarsi le scarpe.
Chi ne soffre
Il reflusso gastroesofageo si manifesta in persone che hanno
familiarità per questo disturbo (il che suggerisce cause
genetiche), in donne in stato di gravidanza, soprattutto dopo
gravidanze ripetute, in persone obese, in soggetti che presentano
altri disturbi dell'apparato digerente, nell'anziano
diabetico che ha difficoltà di digestione e motilità delle vie
digestive e in individui che presentano un'ernia iatale.
Quest'ultima, che consiste nella risalita di una piccola
porzione dello stomaco nel torace al di sopra del diaframma, è
spesso associata al reflusso, ma non sempre.
Cosa fare
Per diminuire il reflusso esofageo, soprattutto se non è sintomo di
patologie più gravi, ci sono alcune strategie comportamentali da
mettere in atto. Innanzitutto bisogna tenere sotto controllo il peso
corporeo e diminuire l'apporto quei cibi
difficili o lenti da digerire come ad esempio i grassi. In questo
caso lo stomaco si svuoterà con minore difficoltà migliorando
la sintomatologia da reflusso. Un'altra categoria di
sostanze delle quali sarebbe indicato ridurre se non eliminare l'uso,
è quella che comprende sostanze che stimolano la secrezione
gastrica, ad esempio grassi, caffè, alcol e fumo.
Inoltre bisogna eliminare le sostanze che riducono la pressione
della valvola tra esofago e stomaco, e cioè menta e cioccolata.
Altri consigli da seguire per alleviare i sintomi da reflusso
possono essere: anticipare l'orario della cena rispetto all'orario
per coricarsi; usare più cuscini a letto (infatti di notte le
deglutizioni che aiutano il giusto flusso dall'esofago allo
stomaco diminuiscono fisiologicamente) e diminuire l'uso di
farmaci anti-infiammatori (ad esempio aspirina, aulin ecc.),
morfina e benzodiazepine.
Rimedi naturali
Dopo aver consultato il medico si può scegliere di ricorrere a diverse terapie, anche in
base alla gravità della patologia. I rimedi
naturali che possono alleviare i sintomi del reflusso
gastrico sono tanti, bisogna solo usare l'accorgimento
di non utilizzare i preparati idroalcolici o le tinture
madri perché, come già accennato, l'alcol interferisce
con l'acidità dei succhi gastrici. Sono da preferirsi gli
estratti secchi e le capsule.
L' Alginato
è sicuramente un ottimo rimedio: si tratta di una sostanza
ricavata dalle alghe che impedisce il reflusso per azione
meccanica, formando cioè una barriera fisica al rigurgito. Anche
il Fucus,
essendo un'alga
marina, contiene alginati ed ha un'azione di protezione
della mucosa dello stomaco e di riduzione della secrezione acida.
Bisogna però informarsi sul suo uso se si hanno patologie della tiroide
perché contiene iodio. Gli alginati invece non
hanno controindicazioni per cui possono essere assunti anche
durante la gravidanza e l'allattamento.
Altre piante che in fitoterapia
vengono usate per questi disturbo sono: la liquirizia, il mirtillo,
l'incenso, la camomilla, la malva, l'altea, la
piantaggine, l'aloe, la cannella, la calendula, il fico e
gli acidi
grassi essenziali omega 3.