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Denominazione botanica: Cynara scolymus L. (F.U.I. IX), C. cardunculus var. scolymus (L.), C. hortensis Mill. - fam. Asteracee (Composite)
Parti usate: foglie caulinari adulte (Cynarae folium Comm. E)
Sinonimi: articiocco
Nomi stranieri: fr. - Artichaut; ingl. - Globe Artichoke, Artichoke;
sp. - Alcachofera, Alcaucil, Alcaulera
Le foglie caulinari adulte, pennatopartite, di sapore amarissimo, raccolte da settembre a ottobre del 1° anno o da luglio a ottobre del 2° anno di vegetazione, vengono essiccate in corrente d'aria a 40°C. Il nome comune deriva dall'arabo kharshuf; il genere proviene invece dal greco kynara = pungente, scabroso, con evidente riferimento all'aspetto spinoso della pianta; pure il nome della specie deriva dal greco skolimos = cardo. Per il sapore intensamente amaro secondo la teoria delle signature il carciofo è collegato per analogia alla bile e di conseguenza classificato fra i rimedi epatici. Le proprietà epatoprotettive in effetti erano note da tempo immemorabile alla medicina popolare e sono state oggi scientificamente accertate.
COMPOSIZIONE chimica del Carciofo:
- acido caffeico e derivati caffeilchinici = frazione O-difenolica (1-1,9%): esteri degli acidi caffeico e chinico (ac. 1-O-caffeilchinico, ac. 3-O-caffeilchinico o ac. clorogenico, ac. 4-O-caffeilchinico o ac.criptoclorogenico, ac. 5-O-caffeilchinico o ac. neoclorogenico, ac. 1,3-di-O-caffeilchinico, ac.1,5-di-O-caffeilchinico o cinarina, ac. 3,5-di-O-caffeilchinico)
- flavonoidi (0,1-1%): luteolin-7-O-glucoside o cinaroside (0,03-0,30%), luteolin-7-0-ramnoglucoside o scolimoside (0,05-0,40%), cinaratrioside
- acidi organici alifatici: ac. glicolico, glicerico, malico e lattico
- principi amari (lattoni sesquiterpenici): cinaropicrina (0,01%), groseimina
- polisaccaridi: mucillagini e pectine
- tannini
- fitosteroli: sitosterolo e stigmasterolo
- alcoli triterpenici: taraxasterolo
- sapogenine steroidiche: cinarogenina
- sali minerali: in particolare K e Mg
- vitamine: betacarotene (provitamina A), vit. B1, B2, C
I princìpi attivi presenti nelle foglie di carciofo hanno come organo bersaglio principale il fegato.
AZIONE COLERETICA (stimolazione delle secrezioni biliari): documentata scientificamente, è dovuta alla frazione O-difenolica e si esplica con una aumentata secrezione di colati, responsabili quindi anche dell' azione IPOCOLESTEROLEMIZZANTE e ANTIATEROSCLEROTICA: il carciofo infatti, oltre a ridurre la sintesi degli acidi grassi e colesterolo da parte delle cellule epatiche, favorisce nel fegato la trasformazione del colesterolo ematico in acidi biliari e mediante l' azione coleretica ne favorisce l' eliminazione attraverso i succhi biliari (il tutto ad opera della frazione O-difenolina). L'effeto della cinarina si attua pertanto con un abbassamento della colesterolemia che riporta alla norma il quoziente beta/alfa lipoproteine, generalmente elevato nelle dislipidemie. Più dubbio risulta invece l' abbassamento della trigliceridemia.
AZIONE EPATOPROTETTIVE ED EPATOSTIMOLANTE: anche se non possiede la capacità epato protettiva del Cardo Mariano , dimostra un notevole effetto epatostimolante generico scientificamente dimostrato.
AZIONE EUPEPTICA E STOMACHICA: si esplica con un' aumento della secrezione cloropeptica e motilità gastrointestinale per la presenza di ac. colorogenico.
AZIONE DIURETICA: non è immediata ma si manifesta dopo 3-6 giorni di trattamento. E' probabilmente legata ad una azione combinata sul cuore, sui vasi e sui reni dovuta al contenuto in flavonoidi, in sali di potassio e magnesio e in ac.organici.
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Furth N.B.: "Amaro come il carciofo", Medicina Naturale, n. 11, 1991
Pedretti M.: "Il carciofo", Erboristeria Domani, n. 12, 1986, e n. 1, 1987
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