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Cardo mariano, fegato sano
Per coadiuvare le funzioni fisiologiche del fegato
Nome prodotto: Cardo Mariano E.S 60 tav. Prezzo:€.7,50
60 tavolette da 400 mg
Non assumere prodotti a base di cardo mariano durante la gravidanza
Tutte le ricerche tossicologiche dimostrano che il Cardo mariano non presenta tossicità ed è sempre ben tollerato.
Gli integratori non vanno intesi come sostituto di una dieta variata.
Non eccedere le dosi giornaliere raccomandate.
Tenere lontano dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni
In caso di uso prolungato consultare il medico.
In presenza di determinati stati fisiologici o patologici, o in associazione a terapie farmacologiche,
consultare il medico.
Se si assume il cardo mariano per favorire la digestione, 2 tavolette 3 volte al dì prima dei pasti.
2 tavolette 3 volte al dì preferibilmente dopo i pasti, per ripristinare il corretto funzionamento delle celllule epatiche.
Nomi stranieri: ingl. - St.Mary's thistle, Lady's thistle, Milk thistle; fr. - Chardon Marie, Chardon de Notre-Dame, Silybo de Marie, Chardon argenté, Artichaut sauvage; sp. - Cardo de Maria, Cardo mariano, Cardo lechal; ted. - Mariendistel, Magendistel, Christi Krone, Heilandsdistel, Gottesgnadechrut, Silberdistel
Parti usate: frutti maturi senza pappo (Silybi mariani fructus FUI IX, Cardui mariae fructus Comm.E)
Tempo balsamico: luglio-agosto, subito dopo la fioritura
Il cardo mariano é un erbacea biennale tipica delle zone mediterranee, dal mare fino alla zona submontana, possiede un fusto eretto, poco ramificato con grandi foglie glabre dal margine spinoso, di colore verde lucido variegato di bianco. I fiori sono rosso-violacei in grossi capolini all'estremità dei rami, circondati da squame appuntite. I frutti sono acheni di colore molto scuro chiazzato di giallo.
Questi possono essere apprezzati anche in cucina ed hanno un sapore simile al carciofo.
Il cardo mariano non è una pianta slanciata ma può raggiungere una altezza di 150cm circa.
E' facilmente riconoscibile nelle zone incolte o ai margini di boschetti o piccole colture.
Cardo mariano tra tradizione e racconti
Esistono molti detti e racconti sul cardo mariano, uno in particolare dal quale proviene il nome: secondo un storia, Maria e Giuseppe si sarebbero nascosti con Gesù in un campo di cardi, per questo viene identificato anche come cardo di maria, da questo deriva la parola "mariano".
La parola cardo deriverebbe invece dalla parola "cardare", ovvero la pettinatura della lana. Esiste una varietà nota con il nome cardo di venere che viene spesso chiamata cardo dei lanaioli.
Un'altra credenza vede il cardo mariano legato al cuore: é anticamente noto che il cardo mariano abbia effetti benefici sul cuore (non sempre dimostrati scientificamente). Per questo motivo veniva impiegato anche per altri motivi legati al cuore: secondo una leggenda il cardo mariano sarebbe in grado di prevedere se un amore é corrisposto o meno.
Utilizzo popolare del cardo mariano
La conoscenza delle virtù e delle proprietà del Cardo mariano é antica.
Il ruolo che il cardo mariano riveste nella tradizone popolare è di primaria importanza, sopratutto grazie alla diffusione che la pianta ha nel bacino mediterraneo.
La tradizione indica il cardo mariano per tutta una serie di problematiche legate a fegato, digestione e benessere del cuore.
Studi recenti
Recenti studi hanno evidenziato i principi attivi del cardo, principalmente questi sono composti da una miscela di flavanolignani, quindi silimarina della quale é costituito per l' 8% min., silibina, silidianina, silicristina.
Ulteriori studi, stimolati dai tradizionali impieghi, hanno mostrato, anche se in maniera non ancora completa, che
la silimarina contenuta sarebbe in grado di svolgere una interessante attività epatoprotettiva capace di migliorare la funzionalità dell’epatocita. Lo studio delle virtù del cardo mariano é ancora incompleto ma l' inizio è interessante e l'impiego del cardo a livello popolare e tradizionale sembrerebbe vicino ad una conferma.
La silimarina
Nel complesso la silimarina viene proposta per l' attività epatoprotettiva, antinecrotica e lipotropa. Questa sostanza sarebbe in grado di migiorare la funzionalità dell’epatocita grazie a due meccanismi :
a) stabilizzazione di membrana: si attuerebbe a livello della membrana cellulare e di quella lisosomiale degli epatociti in modo da impedire agli agenti epatotossici di penetrare nella cellula; tale azione si manifesterebbe mediante una attività antiradicalica superiore a quella della vitamina E, e tramite una regolazione del ricambio dei fosfolipidi di membrana (cellulare e lisosomiale);
b) effetto biometabolico: la silimarina è capace di stimolare l’attività della Polimerasi A dei nucleoli cui segue un aumento della sintesi di RNA ribosomiale che si traduce in un aumento della sintesi proteica, indispensabile per una accelerata rigenerazione. La silimarina è inoltre capace di antagonizzare, per blocco recettoriale, le tossine dell’Amanita falloides.
L' azione tonica si esplicherebbe grazie alla contemporanea presenza di tiramina (amina simpaticomimetica) ad azione tonico-stimolante e del complesso silimarina che, ottimizzando la funzionalità epatica, migliorebbe il metabolismo generale e l’utilizzo delle risorse energetiche.
Il cardo mariano non ha proprietà curative ma la sua integrazione può essere di aiuto per un fisiologico benessere dell'organismo, con particolare beneficio per il fegato.
Pedretti M.: "Cardo mariano", Erboristeria Domani, n. 12, 1991