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Denominazione botanica: Echinacea purpurea (L.) Moench., speciosa Paxton., intermedia Lindley, Rudbeckia purpurea L., hispida Hoff., serotina Sweet. - fam. Asteracee (Composite)
Parti usate: radice (Echinaceae purpureae radix Comm. E)
Sinonimi: rudbeckia, pigna rossa
Nomi stranieri: ingl. - Black Sampson, Cone-flower, Red Echinacea; fr.- Rudbeckie, Rudbeckie rouge; ted. - Roter Sonnenhut
L'impiego dell' Echinacea nel trattamento esterno di ferite e ustioni, nel trattamento interno di tosse, malattie da raffreddamento, mal di gola, risale agli indiani di america.
Il nome echinacea deriva dal greco echinos = riccio, in riferimento al tipico ricettacolo spinoso. L' echinacea é diffusa in tutto il Nord-America e presenta numerose specie: purpurea, angustifolia, pallida, laevigata, paradoxa, tennesseensis, sanguinea, simulata, atrorubens. Di esse le più attive risultano essere le prime due e in particolare, dai più recenti studi, la purpurea che dimostra contenere la maggior percentuale di ac. cicorico responsabile dell'azione immunostimolante.
I primi studi sull' echinacea, finalizzati a scoprire quali fossero i meccanismi di azione della pianta riasolgono al 1915. In questa occasione sembra sia stato dimostrato per la prima volta il meccanismo d'azione immunologico che l'echinacea esplicherebbe mediante l'attivazione della capacità fagocitaria dei linfociti.
Altri studi, ad esempio quello recente pubblicato nel "The New England Journal of Medicine" nel mese di luglio 2005, dimostrerebbe invece che alcuni estratti della radice dell'echinacea non sarebbero stati efficaci. Nello stesso articolo però, scrivono gli autori, che altre sostanze presenti nella pianta, ma non utilizzate nell'esperimento, "potrebbero" essere invece la parte efficace della pianta.
Quello che si sa ad oggi é che l'attività dell'echinacea si manifesterebbe principalmente attraverso una serie di azioni generali e una diretta azione locale.
In particolar modo una sensibile azione immunostimolante che si esplicherebbe mediante un aumento dei leucociti, in particolare dei granulociti polimorfonucleati (o neutrofili) e dei monociti-macrofagi del sistema reticolo-endoteliale.
L'echinacea risulterebbe efficace anche come blando antivirale, antibatterica e antifungina. Pur non esistendo molte conferme, queste azioni sembrerebbero legate naturalmente alla precedente, particolarmente attive in tal senso sarebbero risultate le poliine che in qualche studio hanno dimostrato una capacità batteriostatica e antifungina inibendo la replicazione di batteri difficilmente controllabili come Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa.
L'azione antivirale, di tipo interferon-simile, tale da ostacolare la penetrazione del virus nelle cellule sane, sembrerebbe invece essere dovuta all'acido cicorico e all'ac. caffeico.
Viene spesso riportata anche una blanda azione di tipo antiinfiammatorio.
Questa sembrerebbe dovuta in parte alla frazione polisaccaridica e poliammidica.
L' echinacea produrrebbe un aumento di ACTH quindi una incrementata attività della corteccia surrenale con secrezione di steroidi antiinfiammatori. La combinazione di questi fenomeni si manifesta con uneffetto cicatrizzante.
La moderna bibliografia riporta talvolta che l' echinacea é in grado di accelerare la rigenerazione tissutale e di localizzare l'infezione.
Il meccanismo d'azione sarebbe causato dall'inibizione della jaluronidasi, indirettamente responsabile dell'allargamento dell'infezione.
Altri studi:
Uno studio effetuato da Melchart et al. (1998) su un campione di 300 volontari si é concluso con un 37% di persone trattate con placebo che hanno riscontrato malattie invernali contro il 32% di chi invece era stato trattato con echinacea angustifolia e il 29% di chi invece aveva assunto la variante dell'echinacea, echinacea purpurea.
Statisticamente non è molto rilevante questo esperimento, però possiamo già prenderlo in considerazione per quello che può valere.
Brinkeborn et al. (1999) - su 199 volontari l'estratto di echinacea pare sia risultato efficace nel 68% dei casi.
L'echinacea forse non é la panacea per i fastidi invernali, tuttavia l' azione preventiva ormai conosciuta e studiata (anche non totalmente dimostrata) rende l'estratto interessante per poter affrontare anche il prossimo inverno.
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Giusti E.: "Echinacea,
botanica, chimica, farmacologia, terapia",
Erboristeria Domani, n. 11, 1992
Klose P.K.: "Prove di efficacia degli estratti di
echinacea", L'erborista, n.3, 1992
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