COLESTEROLO : INFIDO NEMICO !

Beh! Un quadretto niente male. Con le malattie dismetaboliche non si scherza, ma non dobbiamo neanche vivere nel terrore.

Tutti dobbiamo valutare ogni giorno quale sarà l’impatto di ciò che mangiamo con il benessere del nostro organismo però, sicuramente, ci sono persone più a rischio di altre di sviluppare alti livelli di colesterolo ematico. Chi ha genitori o nonni con colesterolo alto, chi soffre di diabete, gli obesi. Sembra che in Italia una notevole fetta di popolazione abbia livelli di colesterolo ematico più elevati dei valori soglia, senza saperlo. Una gran parte di questi è borderline, cioè presenta tali livelli solo un po’ più alti, ma per un discreto numero si può parlare di ipercolesterolemia.

Ma cos’è il colesterolo e cosa vuol dire colesterolo alto ?
Il colesterolo è un grasso presente in tutte le cellule del nostro organismo. La sua presenza è indispensabile per la nostra vita, perché da esso dipende la produzione di ormoni responsabili del controllo di tante nostre funzioni vitali.Non solo, perché dipende dalla presenza di colesterolo in quantità ottimali la possibilità del nostro organismo di rimpiazzare le cellule morte della pelle, rinnovare tessuti, unghie, capelli, rinnovare la superficie intestinale ogni 4 giorni o riparare i muscoli. Le fonti attraverso le quali il colesterolo arriva nell’organismo sono due: una endogena ed una esogena. Quella endogena è il fegato, capace di sintetizzare colesterolo. Quella esogena è costituita dal cibo. Nel sangue il colesterolo si lega a proteine plasmatiche che ne permettono il movimento. Le LDL, che lo portano dal fegato ai distretti periferici Dove viene utilizzato ma dove può accumularsi), le HDL, che fanno il tragitto opposto, dai distretti periferici al fegato (che lo utilizza o lo elimina attraverso la bile), le VLDL che trasportano prevalentemente trigliceridi. Un alto livello di colesterolo totale nel sangue in realtà non vuol dire molto, poiché ciò che è importante è che sia basso il livello di LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, e sia alto il livello di HDL, il colesterolo buono. Livelli di colesterolo totale tra i 200 ed i 220 mg/dl sono considerati buoni. Un metodo per tenere sotto controllo i valori del colesterolo è fare il rapporto trigliceridi /HDL. Tutto OK se il valore ottenuto è 1 o 2. Se è superiore a 5 è alto il rischio di un evento cardiovascolare.

E perché il colesterolo tende ad “alzarsi” ?
Una prima causa è da imputare ad un’alimentazione ricca di cibi grassi come carni grasse, fegato, trippa, salumi, lardo, salsiccia, wurstel, coppa,formaggi stagionati, burro, strutto, panna, salse, condimenti, maionese, uova, dolciumi, frutta secca e sciroppata, crostacei e molluschi. Anche la cottura fa la sua parte. Di certo avranno valori di colesterolo ematico più alti coloro che consumano prevalentemente cibi fritti e sughi, piuttosto che coloro che cuociono al vapore o su piastre antiaderenti senza olio. Se poi al cibo sbagliato associamo una vita sedentaria e il consumo di alcol e sigarette il rischio moltiplica.

Ma perché rischiamo l’infarto?
Perché se c’è troppo colesterolo che passa nelle nostre arterie, alcune molecole via via si possono depositare all’interno dei vasi, infiammando la parete vasale e riducendo il lume dei vasi stessi, rendendo così molto più difficile il passaggio del sangue. Se il sangue (e l’ossigeno trasportato dal sangue stesso) arriva con difficoltà al cuore è alto il rischio di infarto, se arriva con difficoltà alla testa il rischio è quello dell’ictus. Anche senza arrivare a questi casi estremi la circolazione sanguigna difficoltosa sarà molto probabilmente causa di malessere della persona e sofferenza dell’organismo.

A volte non è solo colpa nostra !!!!
Vi è uno studio canadese, svolto alla Mcmaster University di Hamilton, secondo il quale la causa dell’accumulo di colesterolo sarebbe da attribuire ad una proteina, la resistina, che ne favorirebbe la produzione e allo stesso tempo ne ridurrebbe la degradazione. Ciò porterebbe ad un accumulo di colesterolo nelle arterie, con un notevole aumento del rischio cardiovascolare. Sempre secondo questo studio la resistina agirebbe in modo negativo anche sull’azione delle statine, tra i farmaci di sintesi più utilizzati nel controllo dell’ipercolesterolemia, riducendone l’efficacia.

Cosa dobbiamo fare per ridurre al minimo il rischio?
Vita sana, alimentazione controllata, movimento. Dopo i 50 anni ecografia delle carotidi, soprattutto in presenza di obesità, familiarità all’ipercolesterolemia, diabete, problemi circolatori, fumo eccessivo. Se siamo soggetti borderline e non vi è la presenza dei fattori di rischio elencati sopra possiamo utilizzare rimedi naturali prima di ricorrere al farmaco di sintesi. Quali in particolare? Questi.

AGLIO: Sono ben 5000 anni che viene coltivato l’aglio. Gli schiavi egizi che costruivano le piramidi ne ricevevano una porzione tutte le mattine, per aumentare la loro forza e la loro resistenza. In Europa ci arrivò con i crociati. L’aglio è carminativo, stomachico, tonico, antispasmodico, antiartritico, antisettico e vermifugo. Aiuta in caso di bronchite, gotta, ipertensione, problemi digestivi. Migliora la circolazione sanguigna perché ha proprietà di antiaggregante piastrinico e la presenza di allicina sembra possa ridurre il tasso di colesterolo nel sangue. Viene ipotizzato anche un suo effetto di potenziamento delle difese immunitarie.

CAIGUA: Appartiene alla famiglia delle cucurbitacee e viene coltivata ed utilizzata da tempi remoti in America latina, dalla medicina popolare, per coloro che soffrono di diabete e colesterolo alto. Per quanto riguarda il colesterolo sembra che agisca riducendo i livelli di LDL ed aumentando quelli di HDL, già solo dopo tre mesi di somministrazione.

RISO ROSSO FERMENTATO: il meccanismo d’azione è quello delle statine di sintesi ma la sua preparazione è tutta naturale. Viene fatto fermentare il riso con un lievito, il monascus pupureo, a bassa temperatura. All‘azione del lievito si deve anche il colore rosso del prodotto finale. Naturalmente chi sta utilizzando statine sintetiche o ha mostrato eventi avversi nell’assunzione delle stesse, non potrà utilizzare riso rosso fermentato ma dovrà scegliere un altro prodotto naturale per tenere sotto controllo il colesterolo ematico.

GAMMA ORIZANOLO : la fonte naturale del gamma orizanolo è la crusca di riso. E’ un prodotto ricco di fitosteroli e esteri triterpenici dell’acido ferulico. Avendo un’azione simile al colesterolo, una volta nell’intestino il gamma orizanolo evita che venga riassorbito nel torrente circolatorio il colesterolo assunto con gli alimenti e facilita la sua espulsione con le feci.

GUGUL : il nome scientifico è Balsamodendron mukul ed è una resina ottenuta da un albero indiano, utilizzata nella medicina Ayurvedica per combattere l’accumulo di muco, di catarro e di grassi nel sangue. In particolare studi scientifici hanno dimostrato la sua attività nel ridurre i trigliceridi, nel riequilibrare il rapporto tra colesterolo HDL e LDL e nel ridurre la viscosità del sangue.Ha anche proprietà antinfiammatoria e antireumatica.

POLICOSANOLI : sono principi di origine vegetale estratti principalmente dal germe di grano e dalla canna da zucchero. La loro scoperta è recente, intorno agli anni ’90, e il meccanismo d’azione non è ancora ben chiaro, ma sembra siano in grado di abbassare i livelli di colesterolo totale, di colesterolo LDL e di aumentare i livelli di colesterolo HDL. Per la mancanza di studi non è consigliata l’assunzione alle donne in gravidanza o che allattano ed ai bambini.

BERBERINA : è il principio attivo estratto dal crespino, un albero molto diffuso sui monti emiliani. Secondo uno studio pubblicato su Nature nel 2004, sembra che questa molecola agisca a livello epatico, aumentando la capacità del fegato di sottrarre il colesterolo dal torrente circolatorio e metabolizzarlo, riducendone la quantità in circolo. E’ un ottimo depurativo. La medicina omeopatica lo impiega in presenza di calcoli renali.

LECITINA DI SOIA : la soia è il frutto di una leguminosa originaria dell’Asia orientale, probabilmente della Manciuria. Oggi l’America è il maggior produttore. I semi contengono l’olio di soia, ricchissimo di lecitina di soia, che è costituita essenzialmente da fosfolipidi. Le perle di lecitina di soia sono impiegate per il controllo del colesterolo ematico, poiché i fosfolipidi facilitano la solubilizzazione ed il trasporto del colesterolo. In particolare la lecitina di soia agirebbe attraverso l’azione del sistema enzimatico LCAT che trasferisce l’acido linoleico dalla lecitina al colesterolo libero. Inoltre sembra che possa agire anche a livello del trasporto ematico del colesterolo, riducendo le lipoproteine LDL.

KRILL : eh, si! Proprio il krill, il cibo preferito dalle balene! Gamberettini dell’ Oceano Antartico che, da studi americani, hanno dimostrato essere ottimi alleati contro il colesterolo. L’olio di krill è straricco di EPA e DHA, acidi grassi essenziali della serie omega3, astaxantina e vitamine liposolubili A ed E.

CARDO MARIANO, CARCIOFO E TARASSACO : non sono proprio piante “anticolesterolo” in senso stretto ma ottimi depurativi epatici, in grado di ottimizzare la funzionalità del fegato e mantenerla nel tempo.



Maria Elena Frosini
Farmacista di professione, per passione scrive articoli di medicina naturale, alimentazione e benessere. Collabora con riviste che pubblicano articoli di medicina naturale, argomento che conosce bene. Le piacerebbe che un numero sempre maggiore di persone sperimentasse quanto può essere importante conoscere la medicina naturale e tutti i suoi possibili impieghi per la prevenzione ed il benessere.

Le informazioni presenti in questo articolo non possono e non devono sostituire il consulto medico. Ogni indicazione o suggerimento o rimedio naturale riportato NON deve essere seguito senza consulto del proprio medico.

Condividi