Cosa sono i fermenti lattici

Cosa sono i fermenti lattici

Scopriamo cosa sono i fermenti lattici, quando prenderli, quando li devono prendere i bambini e come prevenire la diarrea

Pubblicato : 09/10/2015 08:04:44
Categorie : Enrico Nunziati , Intestino e digestione , Malattie invernali

I fermenti sono dei batteri che agiscono positivamente sulla funzionalità gastroenterica, che è centrale per il corretto funzionamento dell’apparato digerente. In particolare lavorano sulla flora intestinale quando la sua salute è compromessa (di solito per problemi di diarrea o stitichezza), riportandola in equilibrio. La loro efficacia è dovuta al fatto che alcuni già si trovano nell’intestino e aiutano proprio a eliminare le scorie, mentre quelli che ‘mancano’ si assumono con lo yogurt o altri tipi di integratori naturali.

Anche per i bambini i fermenti lattici sono utili, soprattutto nei primi mesi e anni di vita, quando la diarrea e i disturbi intestinali si presentano spesso dato che il sistema immunitario deve ancora rafforzarsi. Per i neonati che non vengono allattati al seno e non possono quindi beneficiare dell’azione protettiva del latte materno, l’assunzione dei fermenti lattici può essere usata anche come misura preventiva al posto dell’allattamento al seno; al contrario dopo il compimento del secondo anno di età i fermenti si usano sui disturbi già manifestati.

A cosa servono i fermenti lattici
I fermenti lattici si usano per i bambini quando hanno problemi allo stomaco, sia da neonati che da più grandicelli. Può trattarsi di uno squilibrio gastrointestinale, di un disturbo di crescita (la comparsa dei primi dentini provoca diarrea) o di un semplice mal di pancia dopo una festa, ad esempio, per aver fatto il pieno di cibi ‘sbagliati’. Quando insomma diarrea e/o vomito bussano alla porta, i fermenti lattici entrano dopo di loro, sotto forma di bustine magiche da abbinare ad eventuali altri trattamenti. Lo scopo primario dei fermenti è l’idratazione dell’organismo, compromessa dagli eventi diarroici o di rigetto, e non si sovrappone in alcun modo a quella degli eventuali antibiotici, che hanno una finalità di tipo medicinale rispetto all’infezione.

Inoltre i fermenti lattici rinforzano le difese immunitarie, per metterle in grado di contrastare le infezioni batteriche e i virus che si presentano a livello digestivo ma non solo. Un organismo in salute infatti si difende meglio anche dai virus che attaccano le vie respiratorie e in generale da funghi e parassiti. In alcuni tipi di fermenti formulati in modo specifico per i più piccoli, sono inoltre inseriti complessi vitaminici utili a 360° per il corpo.

Quali fermenti lattici utilizzare per i bambini
I fermenti lattici non sono tutti uguali, per i bambini vanno scelti in base al tipo di disturbo che devono curare. La diarrea, la stitichezza, l’influenza o l’infezione intestinale sono infatti problemi ben diversi fra loro. Tra i più diffusi il Lactobacillus reuterii per le coliche dei neonati dovute all’accumulo di area nel pancino per vari motivi (fermentazione del latte o introduzione di aria mentre si succhia il latte); il Lactobacillus GG e il Bifidus sono invece utili per le infezioni allo stomaco e per la diarrea. Questi due vanno bene anche come accompagnamento a terapie antibiotiche o cortisoniche, per evitare e contrastare disturbi come il gonfiore e la nausea.

In questo settore è fermamente sconsigliato il fai da te. Quel che va bene per il figlio della vicina può non essere adatto per il nostro. Deve essere il pediatra o al limite il farmacista a indicare quali fermenti lattici dare al bambino per il problema che manifesta, e per quanto tempo.

Come utilizzare i fermenti lattici per i bambini
Le modalità di assunzione dei fermenti lattici per i bambini sono sostanzialmente due: bustine e gocce. Le bustine vincono sulle gocce, per così dire, e si possono mescolare al latte, al succo di frutta e alla camomilla. Oppure si sciolgono direttamente in poca acqua per i bimbi che non fanno storie.
Generalmente vanno dati a stomaco vuoto, subito dopo il risveglio o prima dei pasti, per un massimo di due/tre volte al giorno. Particolare attenzione va prestata al modo in cui si conservano, soprattutto quelli in gocce, che di solito hanno bisogno del frigorifero e hanno una durata limitata a non più di qualche giorno dall’apertura della confezione.

Pro e contro dei fermenti lattici
Il dibattito sui fermenti lattici, soprattutto per la cura dei bambini, è ad oggi aperto. I sostenitori affermano che i fermenti lattici non si occupano solo della reidratazione orale (peraltro importantissima per i bimbi molto piccoli) ma svolgono anche un’azione mirata sulla diarrea, perché riescono a ridurne la durata, in particolare quando è di origine virale. In quest’ottica sono quindi degli utili coadiuvanti degli antibiotici, in quanto rafforzano il loro intervento concentrandosi sull’equilibrio intestinale dal punto di vista dell’eliminazione dei microbi e dell’introduzione di liquidi.
Per quanto riguarda le controindicazioni, non ne esistono di specifiche, perché i fermenti lattici sono naturali e già presenti nel nostro organismo. L’unica perplessità degli scettici è che non ci sono dei probiotici specifici per bambini e altri per adulti, ma sempre gli stessi che vengono differenziati solo per dosaggio e durata del trattamento.

Fermenti, bambini e allergie
Secondo una ricerca recente condotta dall'Institute of Food Research di Norwich, i fermenti lattici sarebbero utili anche per prevenire l’allergia ai pollini, a condizione che vengano presi ogni giorno, regolarmente, per un periodo definito. L’equilibrio della flora intestinale aiuta infatti il sistema immunitario a reagire al contatto con il polline, il che si ripercuote positivamente soprattutto sui bambini, a cui si può offrire protezione in modo completamente naturale. In particolare, all’equilibrio microbico dell’intestino corrisponderebbe un netto miglioramento della rinite allergica. Le indagini proseguono e si dovrà capire come somministrare i fermenti lattici in versione pre-allergia, per così dire, e in quale misura per i bambini, ma l’importanza della scoperta è grande, soprattutto per le famiglie in cui c’è già familiarità con le riniti allergiche e si potrebbe trarre beneficio anche da una terapia preventiva.


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