Le mille proprietà dell' Escolzia

Le mille proprietà dell' Escolzia

Stati di agitazione, ansia e insonnia sono malesseri moderni comuni a tutti. Vediamo quali rimedi naturali per poter impiegare anche a lungo termine senza effetti collaterali o minimi.

Pubblicato : 14/12/2018 15:05:21
Categorie : Erbe officinali , Francesca Gori

Appartenente alla famiglia delle Papaveracee, l’Escolzia (Eschscholtzia californica) è una pianta di piccole dimensioni originaria della California e del Messico, capace di crescere su terreni caldi e aridi in prossimità delle zone desertiche. Durante la fioritura produce dei piccoli fiori di un bel colore giallo-arancio grazie ai quali viene comunemente chiamata “papavero dorato”.

Le parti della pianta utilizzate a scopo curativo sono le radici, le foglie ed i semi. Caratterizzata per un sapore leggermente pungente, la pianta viene raccolta nella fase finale della sua maturazione, per poi essere essiccata ed usata per infusi o per la preparazione di tinture madri.

I maggiori effetti che le sono attribuiti riguardano le sue proprietà sedativa ed antispasmodica. La tradizione popolare propone l’uso delle radici fresche per affrontare I dolori dentali. In questo caso le radici vengono tagliate ed immediatamente applicate sulla zone interessata. Il suo utilizzo è previsto nei casi di insonnia o stati leggeri e moderati di ansia e tensione nervosa [rolland]. Viene anche proposta per l’incontinenza notturna dei bambini nei loro primi anni di vita.
Escolzia e melatonina per dormire bene

Non è ancora stato chiaramente compreso come l’escolzia possa esercitare la sua azione, tuttavia all’interno della pianta sono presenti varie classi di alcaloidi [Beck]. In particolare si pensa che due composti, la californina e la protopina, potrebbero essere i due principali mediatori degli effetti sedativi ed ansiolitici caratteristici di questa pianta, che sono stati descritti anche in studi preclinici di laboratorio [rolland-rolland]. L’escolzia è una pianta attiva sul sonno. Dai fiori si ricava un estratto secco che assunto un po’ prima di coricarsi favorisce il sonno aumentando la velocità con cui una persona riesce ad addormentarsi. Di conseguenza favorirebbe un riposo fisiologico e ristoratore. È un effetto che si esaurisce in alcune ore e quindi non determina al risveglio quella fastidiosa sensazione di stordimento tipica di alcuni altri rimedi naturali. L’effetto si osserva in persone che soffrono di insonnia lieve e moderata.

Grazie al suo leggero effetto sedativo l’estratto viene anche utilizzato per calmare gli stati lievi o moderati di ansia ed agitazione [schafer]. L’effetto rilassante si osserva anche su persone con tosse spasmodica persistente, dove oltre a mitigare gli spasmi a livello muscolare, migliora anche il loro riposo.

L’utilizzo popolare indica una possibile azione antimicrobica della tintura di escolzia quando applicata localmente su cute e lacerazioni della pelle.
Limitate evidenze di laboratorio hanno provato a confermare questa ipotesi mostrando in effetti nelle cellule della pianta la presenza di enzimi in grado di mediare reazioni che portano alla sintesi di composti con azione antibatterica [dittrich- park-singh].

Il suo utilizzo può essere anche prolungato poiché ha mostrato una tollerabilità molto buona. E' buona norma comunque di fare cicli di tre settimane.

Anche se non ci sono ancora evidenze in merito, l’idea comune è di evitare l’associazione dell’escolzia con qualsiasi altro tipo di agente che induca effetti simili di tipo ansiolitico o antidepressivo per evitare fenomeni di associazione ed effetti non desiderati quali sonnolenza, vertigini e stati confusionali.

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REFERENZE BIBLIOGRAFICHE:

Beck MA, Häberlein H. Flavonol glycosides from Eschscholtzia californica. Phytochemistry. 1999 Jan;50(2):329-32.

Dittrich H, Kutchan TM. Molecular cloning, expression, and induction of berberine bridge enzyme, an enzyme essential to the formation of benzophenanthridine alkaloids in the response of plants to pathogenic attack. Proc Natl Acad Sci U S A. 1991 Nov 15;88(22):9969-73.

Park SU, Yu M, Facchini PJ. Modulation of berberine bridge enzyme levels in transgenic root cultures of California poppy alters the accumulation of benzophenanthridine alkaloids. Plant Mol Biol. 2003 Jan;51(2):153-64.

Singh S, Jain L, Pandey MB, Singh UP, Pandey VB. Antifungal activity of the alkaloids from Eschscholzia californica. Folia Microbiol (Praha). 2009;54(3):204-6. Epub 2009 Aug 2.

Rolland A, Fleurentin J, Lanhers MC, Younos C, Misslin R, Mortier F, Pelt JM. Behavioural effects of the American traditional plant Eschscholzia californica: sedative and anxiolytic properties. Planta Med. 1991 Jun;57(3):212-6.

Rolland A, Fleurentin J, Lanhers MC, Misslin R, Mortier F. Neurophysiological effects of an extract of Eschscholzia californica Cham. (Papaveraceae). Phytother Res. 2001 Aug;15(5):377-81.

Schäfer HL, Schäfer H, Schneider W, Elstner EF. Sedative action of extract combinations of Eschscholtzia californica and Corydalis cava. Arzneimittelforschung. 1995 Feb;45(2):124-6.


Francesca Gori
Francesca ha una laurea magistrale in Biotecnologie mediche e un Master di secondo livello in Ricerca e Sviluppo Pre-Clinico e Clinico dei Farmaci. Dal 2007 ha lavorato in Ricerca clinica in diversi istituti scientifici e CRO con responsabilità crescenti. Più recentemente è stata Senior Clinical Research Associate (CRA) e CRA Leader presso IQVIA (Quintiles & IMS), con particolare attenzione agli studi di oncoematologia (fase III) e oncologia (studi di fase II-III).

Le informazioni presenti in questo articolo non possono e non devono sostituire il consulto medico. Ogni indicazione o suggerimento o rimedio naturale riportato NON deve essere seguito senza consulto del proprio medico.

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