Reflusso gastroesofageo rimedi naturali | Rodiola.it

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Il reflusso gastroesofageo provoca bruciore di stomaco o indigestione acida. Vediamo quali sono i rimedi naturali da adottare

Pubblicato : 14/07/2017 07:44:43
Categorie : Enrico Nunziati , Intestino e digestione

Il reflusso gastroesofageo, (acronimo MRGE), è un disturbo digestivo che riguarda lo sfintere esofageo inferiore, il muscolo tra l’esofago e lo stomaco. Se stai cercando dei rimedi naturali, prenditi cinque minuti per capire quali sono le cause ed i meccanismi del reflusso e quali rimedi impiegare, in modo da ridurre il bruciore in maniera pressochè immediata.

Il reflusso gastroesofageo provoca appunto bruciore di stomaco o indigestione acida e alcuni ritengono che la causa principale della sua manifestazione sia l’ernia iatale. In molti casi, la MRGE può essere trattata con un semplice cambiamento di vita e di dieta, ma in casi più gravi è richiesta una particolare medicazione o addirittura la chirurgia.

Sommario:

Come si verifica il reflusso gastroesofageo

Durante una normale digestione, lo sfintere esofageo inferiore si apre per lascia passare il cibo nello stomaco e si chiude per impedire ai succhi gastrici di risalire verso l’esofago; quando lo sfintere è debole o si rilascia in maniera inappropriata, il contenuto presente nello stomaco rifluisce nell’esofago, dando vita al reflusso gastroesofageo.

Qual è il ruolo dell’ernia iatale nel reflusso?

Alcuni specialisti ritengono che l’ernia iatale indebolisca lo sfintere, aumentando così il rischio di reflusso. L’ernia iatale si verifica quando la parte superiore dello stomaco si muove verso l’alto attraverso una piccola apertura nel diaframma (iato diaframmatico), il muscolo che separa l’addome dal petto. In realtà non vi è associazione diretta tra ernia iatale e reflusso, ma questa condizione rende più semplice il reflusso del contenuto dello stomaco all’interno dell’esofago. La gravidanza e l’obesità possono essere fattori di rischio.

Altre cause del reflusso gastroesofageo

Il reflusso è quasi sempre una conseguenza di un’alimentazione e di uno stile di vita scorretti; alcune bevande e il consumo smisurato di cioccolata, , caffè, alcol, menta e cibi fritti rappresentano l’innesco per lo sviluppo del reflusso e dell’acidità di stomaco. Diversi studi hanno dimostrato come anche le sigarette contribuiscano ad indebolire e a rilassare lo sfintere esofageo inferiore.

Rimedi naturali per il reflusso gastroesofageo

Quando si consulta un dottore perché affetti da reflusso gastroesofageo, il primo consiglio è sicuramente quello di cambiare alimentazione e stile di vita. Prima di tutto bisogna evitare per un periodo, e poi reintrodurre con morigeratezza, alcol, caffè, bibite gassate, cioccolata, pepe, menta, cibi fritti e ricchi di grassi saturi; poi è raccomandato mangiare almeno 3 ore prima di mettersi al letto, permettendo al corpo di completare il processo di digestione. Masticazione lenta e perdita di peso sono due azioni che portano rapidi e notevoli benefici. Un altro modo per alleviare il bruciore è adagiare la testa sul cuscino con una inclinazione ampia, permettendo così alla gravità di minimizzare la spinta del reflusso verso l’esofago.

Oltre a questo tipo di consigli, il dottore può anche prescrivere alcuni farmaci; gli antiacidi aiutano a neutralizzare l’acido presente nell’esofago e nello stomaco, fermando il bruciore.

Tuttavia, l’utilizzo nel lungo tempo di antiacidi può provare diversi effetti collaterali, tra cui diarrea, alterazione del metabolismo del calcio (cambia il modo in cui il corpo scompone e utilizza il calcio) e accumulo di magnesio nel corpo. Troppo magnesio risulta dannoso per le persone affette da malattie renali. Se si necessitano antiacidi per oltre due settimane consecutive, è opportuno un consulto specialistico.

Alginato di sodio: il rimedio naturale

L’acido alginico viene estratto come sodio alginato dalle alghe brune delle quali è uno dei costituenti principali in quanto è il componente strutturale della parete cellulare di queste alghe.

L'alginato è quindi una fibra naturale detta solubile che non viene assorbita dall'organismo. La sua capacità primaria è quella di essere in grado di assorbire grandi quantità di acqua, si stima circa 200-300 volte il suo peso, attraverso cui si rigonfia e crea una mucillagine viscosa che letteralmente galleggia nello stomaco evitanto la risalita dei liquidi acidi gastici (il reflusso), e nello stesso tempo crea una barriera viscosa sulle pareti dello stomaco che proteggono la membrana dalle sostanze acide, limitando di fatto il bruciore che in questi casi normalmente si avverte. Si usano normalmente le compresse di alginato.

Cosa fare in caso di persistenza dei sintomi

Quando i sintomi del reflusso esofageo non vengono alleviati dai trattamenti iniziali, è necessaria una valutazione diagnostica completa e approfondita. Sono disponibili diversi test e procedure per esaminare un paziente affetto da acidità di stomaco cronica.
L’endoscopia è una delle procedure più diffuse e consiste nel posizionare un piccolo tubo illuminato e dotato di videocamera all’interno dell’esofago per valutare l’infiammazione del tessuto (esofagite).

Quando la MRGE richiede l’intervento chirurgico?

Sono poche le persone costrette a fare ricorso alla chirurgia se affette da reflusso gastroesofageo; è una situazione estrema cui si ricorre solo quando tutti i trattamenti non portano alcun giovamento. Una tecnica utilizzata è la fundoplicatio, che consiste nell’aumento di pressione nell’esofago inferiore, mentre nuove procedure endoscopiche permettono di migliorare il funzionamento dello sfintere esofageo inferiore.

Complicazione del reflusso gastroesofageo

Nei casi limite la MRGE può portare gravi conseguenze; le esofagiti gravi, specie se non trattate, possono nel corso degli anni provocare sanguinamento o ulcere. Le continue cicatrizzazioni sono tra le cause del restringimento e della compressione dell’esofago.

Il reflusso cronico può sviluppare nel tempo una condizione chiamata esofago di Barrett, ovvero un cambiamento anomalo delle cellule dell’esofago inferiore che ha come conseguenza più grave l’adenocarcinoma esofageo.

Benché fastidioso e disagevole, il reflusso gastroesofageo non è pericoloso per la salute e, se trattato in maniera adeguata, può essere facilmente ridotto o bloccato.

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