A settembre tornano a cadere i capelli: cosa succede dopo l’estate
Se a settembre noti più capelli sulla spazzola, nel lavandino o durante la doccia, non necessariamente devi pensare a una perdita patologica. Abbiamo analizzato il fenomeno alla luce delle evidenze dermatologiche e della nostra esperienza nella cura della capigliatura: la fine dell’estate può coincidere con un aumento temporaneo della caduta, anche perché il sole, il mare, il sale, il sudore e il cloro sottopongono il fusto del capello a numerose sollecitazioni. L’esposizione ai raggi UV può alterare le proteine del capello, mentre il cloro della piscina può ridurre i lipidi protettivi e favorire secchezza e fragilità.
Anche la Salsedine può contribuire a rendere il capello più secco e difficile da gestire. Una corretta alimentazione resta importante per sostenere la normale fisiologia del follicolo. Il cosiddetto cambio di stagione sembra inoltre associarsi, in alcune persone, a variazioni stagionali della crescita e della caduta. Gli studi scientifici hanno osservato una maggiore percentuale di capelli in fase telogen tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, anche se i meccanismi non sono ancora completamente definiti.
Un finale piovoso e l'aumento dell’umidità, invece, possono modificare soprattutto la percezione estetica del capello, favorendo crespo e difficoltà di gestione, senza essere considerati di per sé una causa dimostrata di caduta. Per approfondire, puoi consultare le indicazioni dell’American Academy of Dermatology sui danni provocati da sole e piscina. American Academy of Dermatology. La letteratura scientifica ha inoltre documentato una possibile stagionalità del ciclo del capello, con un picco della caduta intorno ad agosto-settembre in alcuni studi. PubMed – Seasonal changes in human hair growth.
Perché i capelli cadono: il ruolo del ciclo biologico
Per comprendere perché durante la fine estate puoi percepire una maggiore caduta, è utile conoscere il normale cambio di stagione del capello e il funzionamento del follicolo. Il capello non cresce continuamente, ma segue un preciso ciclo biologico caratterizzato da diverse fasi. La prima è l’Anagen, cioè la fase di crescita attiva; segue la fase Catagen, nella quale il follicolo riduce progressivamente la propria attività, e infine la fase Telogen, corrispondente al periodo di riposo e successiva eliminazione del capello.
Queste fasi non avvengono contemporaneamente per tutti i follicoli: proprio questa asincronia permette alla capigliatura di mantenere una densità relativamente stabile. Secondo l’American Academy of Dermatology, perdere tra 50 e 100 capelli al giorno può rientrare nella normalità. Nella nostra esperienza, il numero di capelli che trovi dopo la doccia può sembrare superiore quando aumentano i maggiori lavaggi, perché la detersione raccoglie in un unico momento capelli che sarebbero comunque caduti nell’arco della giornata.
Anche sudore e caldo possono modificare le abitudini di lavaggio e la percezione della caduta, ma non devono essere automaticamente interpretati come una malattia del follicolo. Quando invece la perdita diventa nettamente superiore al solito o compare un diradamento progressivo, è opportuno distinguere la normale caduta dal telogen effluvium e dalle altre forme di alopecia. DermNet descrive il telogen effluvium come una condizione caratterizzata da un passaggio anticipato di un numero maggiore di capelli verso la fase telogen. DermNet – Telogen effluvium. Anche l’American Academy of Dermatology conferma che una perdita di 50-100 capelli quotidiani può essere fisiologica. American Academy of Dermatology – Hair shedding.
Cause e rimedi: come affrontare fisiologicamente la caduta autunnale
Le Cause di una maggiore caduta dei capelli in autunno possono essere diverse e non sempre indicano una patologia: in alcuni casi si tratta di un evento fisiologico collegato alla normale dinamica del ciclo follicolare. Tra i possibili fattori viene studiata anche l’influenza della stagionalità sulla fisiologia del follicolo. La riduzione delle ore di luce, la progressiva diminuzione della durata delle giornate e l’aumento delle ore di buio modificano i segnali che regolano il nostro organismo, compresa la produzione di melatonina.
Questa relazione è interessante dal punto di vista biologico perché la melatonina è coinvolta nei ritmi circadiani e sono state studiate possibili interazioni con il follicolo pilifero; tuttavia non è corretto affermare che la variazione stagionale della melatonina sia da sola responsabile della caduta autunnale. Anche il ciclo sonno-veglia risponde ai cambiamenti del fotoperiodo e rappresenta un possibile elemento del complesso sistema di adattamento dell’organismo, un antico retaggio evolutivo osservabile in modo particolarmente evidente nella muta che avviene nei mammiferi.
Nell’uomo, parlare di muta stagionale in senso stretto sarebbe però improprio: è più corretto parlare di ricambio fisiologico della capigliatura. Per i Rimedi, abbiamo verificato che l’approccio più razionale parte dalla protezione del fusto, da una dieta equilibrata e dalla gestione dei fattori di Stress Fisico e Psicologico, evitando trattamenti aggressivi non necessari. A supporto della routine possono essere valutati prodotti specifici.
Tra le soluzioni disponibili troviamo Crinforte Lui compresse per l’uomo e, per la donna, Crinforte Lei compresse. Per la routine cosmetica sono disponibili anche la Lozione revivexil, formulata per contrastare in modo fisiologico la caduta prematura e lo spezzamento dei capelli deboli e stimolarne la ricrescita, e Revivexil Shampoo.
È importante, comunque, distinguere il supporto cosmetico e nutrizionale dal trattamento medico delle patologie dei capelli. La ricerca ha documentato una stagionalità del ciclo pilifero, con una maggiore quota di capelli in telogen tra fine estate e inizio autunno. PubMed – Periodicity in the growth and shedding of hair. Studi clinici hanno inoltre esplorato il rapporto tra melatonina e ciclo del capello, ma le evidenze non consentono di attribuire alla melatonina un ruolo esclusivo nella caduta stagionale. PubMed – Melatonin and the Human Hair Follicle.
Cosa fare se cadono troppi capelli
Se ti accorgi che i capelli stanno cadendo in modo eccessivamente intenso, non conviene attribuire automaticamente il fenomeno all’autunno. Quando li vedi cadendo in quantità nettamente superiore alla tua normale esperienza, oppure quando iniziano a comparire aree in cui la capigliatura si sta diradandosi, il primo passo dovrebbe essere capire la causa.
Abbiamo provato personalmente a seguire un principio semplice: prima identificare il problema, poi scegliere il rimedio più appropriato. Una valutazione con il dermatologo può essere particolarmente importante quando la caduta è persistente, improvvisa o associata a prurito, dolore, desquamazione, chiazze prive di capelli o evidente riduzione della densità.
Tra le possibilità da valutare rientra un problema ormonale; nelle donne con disordini dell’ovaio, per esempio, il medico può considerare il quadro ormonale insieme agli altri segni clinici. Anche una causa nutrizionale deve essere presa in considerazione quando esistono elementi che la rendono plausibile: in determinate situazioni il professionista può valutare esami e, se necessario, suggerire una integrazione di nutrienti importanti. È inoltre essenziale distinguere il telogen effluvium dall’alopecia androgenetica, che presenta caratteristiche e strategie di gestione differenti.
L’American Academy of Dermatology sottolinea infatti che conoscere la causa è fondamentale per scegliere il trattamento più efficace, mentre DermNet evidenzia che la caduta diffusa può avere origini differenti, tra cui stress, carenze nutrizionali, alterazioni tiroidee e altre condizioni. American Academy of Dermatology – Hair loss. DermNet – Diffuse alopecia.
Come supporto alla cura cosmetica e alla routine, puoi inoltre approfondire Oleo Siero Alopecia Areata Aromatopeica, ricordando però che un prodotto cosmetico o nutrizionale non sostituisce la diagnosi dermatologica quando la caduta è importante o persistente.