Come curare l artrosi

Come curare l artrosi

Introduzione

Sono essenzialmente due i fattori che contribuiscono all’aumento dei casi di artrosi nei Paesi Occidentali oggi: l’innalzamento dell’età media e l’obesità dilagante (1). Con l’età ed il peso infatti la cartilagine è intuitivamente più usurata e le articolazioni cedono. Altri elementi di rischio sono stress cronico, alimentazione non sana e vita sedentaria. Statisticamente inoltre le donne sono più soggette a problemi di artrosi. Pare anche che vi sia una componente genetica nella predisposizione all’artrosi anche se se non è stato individuato il presunto gene responsabile.

E molto c’è da fare anche per quanto riguarda lo studio dei rimedi perché la scelta dei trattamenti ad oggi è parecchio limitata. Quello che invece è evidente è l’impatto che l’artrosi ha nella vita di tutti i giorni e nel quotidiano di chi ne soffre.

L’artrosi può riguardare tutte le articolazioni anche se, staticamente, quelle che ne risentono di più sono ginocchio, anche e vertebre lombari e cervicali.

I primi sintomi di osteoartrite sono gonfiore e dolore, soprattutto dopo attività fisica o dopo una giornata particolarmente intensa. Appena svegli o dopo un prolungato riposo invece l’articolazione può apparire rigida: nel giro di trenta minuti però normalmente si sblocca autonomamente.

Se le articolazioni interessate all’artrite sono quelle cervicali, vengono spesso segnalate vertigini, cefalee o formicolii al braccio.

Analgesici e anti-infiammatori.

Cosa è meglio per l’artrosi? Le cure mediche tradizionali per l’artrosi si riducono essenzialmente a paracetamolo e anti infiammatori non steroidei (Fans). Quale dei due è più efficace è difficile a dirsi perché la risposta del paziente è soggettiva. L’analgesico di norma fa registrare meno effetti collaterali. In ogni caso entrambi i farmaci alleviano il dolore ma non bloccano la progressione del danno alla cartilagine e all’osso.

Proprio per via della limitata scelta di rimedi offerti dalla medicina tradizionale e per l’effetto limitato a sedare il dolore ma non ad impedire il progredire del problema, l’artrosi è il disturbo per il quale la più alta percentuale di pazienti ricorre a trattamenti alternativi o rimedi naturali (2).

Rimedi naturali contro l' artrite e problemi alle articolazioni?

L’artiglio del gatto (nome scientifico Uncaria tomentosa) è un rimedio che arriva dal Perù che aiuta a ridurre i dolori articolari, soprattutto in corrispondenza con attività sportiva. I primi miglioramenti si registrano già dopo una settimana di trattamento (3).

Simile, nel nome e negli effetti è l’artiglio del diavolo. Viene così indicato in gergo l’ arpogofito. Si tratta di una pianta originaria della Namibia. Il termine un po’ inquietante si deve alle sporgenze delle radici della pianta che sono molto simili ad artiglio. Questa pianta curativa possiede un’ efficace azione antinfiammatoria, antidolorifica e spasmolitica per via della simultanea azione dei numerosi principi presenti. Non va usata in gravidanza perché possiede un effetto ossitocico, quindi favorisce le contrazioni.


L’ Urtica dioica, decisamente meglio nota come ortica, è il rimedio naturale più utilizzato per curare la rinite allergica. Tuttavia alcuni studi ne evidenziano l’efficacia anche contro l’artrosi (4) grazie agli alti livelli di polisaccaridi, lectine e lignani, steroli vegetali e flavonoidi. Per questo le foglie e la radice dell’ortica vengono considerate antiossidanti e cardioprotettivi.

Ben noti sono anche gli effetti antinfiammatori della Boswellia, albero tipico delle regioni collinari di India e Cina. Due i meccanismi di azione utili ai fini del trattamento di artrosi e problemi di reumatismi: inibizione della 5-LO (lipossigenasi) e inibizione della migrazione dei leucociti polimorfo nucleati.

Studi sull’efficacia contro l’artrite hanno riguardato anche la curcuma. La curcuma longa, nota anche come “zafferano delle Indie” per via del suo colore giallognolo, è da tempo utilizzata come farmaco naturale per via delle proprietà antiinfiammatorie. La dose giornaliera va stabilita con il medico in base alla gravità del problema ma di norma si sconsiglia di superare i 10 grammi al giorno. L’efficacia contro il dolore da artrite è stata paragonata, da alcuni studi, a quella dei farmaci ma con effetti collaterali decisamente ridotti (5). Occorre sapere però che ha un'azione anti-coagulante.

Meno comune, sebbene antichissimo, è l’uso del salice bianco. In particolare ad essere preziosa per la salute è la corteccia di questa piana che annovera proprietà analgesiche, antinfiammatorie, antinevralgiche, antipiretiche e antireumatiche. Basti pensare che la salicina in essa presenta presente viene trasformata dal nostro organismo in acido salicilico, che è uno dei principi attivi dell’acido acetilsalicilico, ovvero dell’aspirina (6). Al momento però le ricerche sull’efficacia del salice bianco per il trattamento dell’artrosi sono contraddittorie e non sempre capaci di dimostrarne con basi certe l’effetto (7).

Rigenerare le articolazioni è possibile?


Come abbiamo visto tutti i rimedi per l’artrosi appena indicati, che siano medicinali o naturali, promettono essenzialmente di alleviare il dolore. Un approccio risolutivo invece dovrebbe includere la possibilità di intervenire sulla struttura delle articolazioni colpite, rigenerandole. Una sostanza idealmente candidata a questo scopo è la glucosamina solfato. Si tratta di uno zucchero amminico, precursore nella biosintesi della cartilagine (che, come noto, funge da ammortizzatore nelle articolazioni). I risultati statistici sembrano essere a favore del suo utilizzo (soprattutto per l’artrosi che interessa l’articolazione del ginocchio) ma non sono ancora sufficienti ad attribuire a questo approccio basi scientifiche solide. Alcuni medici restano scettici, soprattutto quelli non inclini a somministrare facilmente integratori. E’ innegabile però che la glucosamina stimoli la produzione di collagene e proteoglicani e di acido ialuronico sinoviale. Quest’ultimo ha una funzione lubrificante nel liquido sinoviale. In media, con le opportune personalizzazioni dovute al peso e alla condizione fisica, una persona ha bisogno di una dose giornaliera variabile tra 1000mg ed i 2000 mg di glucosamina (8).



Bibliografia

1 Hunter DJ, Felson DT. Osteoarthritis. BMJ 2006;332:639-42;

2 Hunter DJ, Felson DT. Osteoarthritis. BMJ 2006;332:639-42;

3 Piscoya J, Rodriguez Z, Bustamante SA, et al. Efficacy and safety of freeze-dried cat's claw in osteoarthritis of the knee: mechanisms of action of the species Uncaria guianensis. Inflamm Res 2001;50:442-448;

4 Mills S, Bone K. Principles and Practice of Phytotherapy. London: Churchill Livingstone, 2000;

5 Kuptniratsaikul V, Thanakhumtorn S, Chinswangwatanakul P, et al. Efficacy and safety of Curcuma domestica extracts in patients with knee osteoarthritis. J Altern Complement Med 2009;15:891-7;

6 Fiebich BL, Chrubasik S. Effects of an ethanolic salix extract on the release of selected inflammatory mediators in vitro. Phytomedicine 2004;11:135-8;

7 Schmid B, Ludtke R, Selbmann HK, et al. Efficacy and tolerability of a standardized willow bark extract in patients with osteoarthritis: randomized placebo-controlled, double blind clinical trial. Phytother Res 2001;15:344-50;

8 Lopes Vaz A. Double-blind, clinical evaluation of the relative efficacy of ibuprofen and glucosamine sulphate in the management of osteoarthrosis of the knee in out-patients. Curr Med Res Opin 1982;8:145-;


Enrico Nunziati
Collabora da anni con decine di siti web, blog e forum che trattano di erbe officinali, erboristeria, salute e benessere. Per Kos edizioni ha pubblicato Vademecum di Erboristeria, un libro pensato per essere utile, scritto con Franco Bettiol e Irene Nappini.

Le informazioni presenti in questo articolo non possono e non devono sostituire il consulto medico. Ogni indicazione o suggerimento o rimedio naturale riportato NON deve essere seguito senza consulto del proprio medico.

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